Home restaurants, scegli su Internet dove mangiare

9:47 pm
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Anche il nostro paese è travolto dal simpatico e originale fenomeno degli home restaurants. Infatti, sempre più persone sono alla ricerca degli home restaurants. Nessun invito clandestino, in quanto il tutto avviene alla luce del sole.

Non per nulla su internet pullulano le occasioni per poter prendere parte ad uno dei tanti home restaurants. Quindi, con questo avvenimento, rispondente fra alle altre cose alla sharing economy, si ha l’occasione di poter condividere dell’ottimo cibo genuino tra persone che sono, in pratica dei perfetti sconosciuti, concorrendo alla spesa. In sostanza, gli home restaurants, possono anche essere intesi come una delle molteplici facce del consumo collaborativo.

Ma come si può avviare un home restaurants? Per tutti coloro i quali vogliono provare a farlo, non è previsto alcuna problematica burocratica, come pure per quanto verte l’aspetto fiscale a patto di rimanere sotto la soglia dei cinquemila euro.

Per iniziare, pertanto, è necessario avere un adeguato spazio in casa propria ed essere animati da una grande passione culinaria. È importante sottolineare per quanto verte l’aspetto sul come si possa avviare un home restaurants, che questa tipologia di attività non è considerata come una attività commerciale e viene ad essere svolta in forma saltuaria all’interno delle mura domestiche.

Pur non essendo prevista, non è tuttavia una cattiva idea quella di essere in possesso di un attestato relativo la sicurezza alimentare. Inoltre, chi intende avviare un home restaurants sappia che relativamente all’aspetto fiscale, lo potrà fare senza la necessità dell’apertura di una partita IVA se svolge tale attività lavorativa in forma occasionale e non vada, appunto, a superare la cifra dei 5.000 euro annui, canonica soglia per essere esentati dall’obbligo contributivo.

Quindi, se tale cifra annua dovesse essere superata, solo allora sarà più che necessario aprire una Partita Iva. Il regime agevolato dei minimi, invece, è previsto per un reddito che non sia superiore ai trentamila euro sempre su base annua. Quindi, avanti tutta con gli home restaurants!